Quando si ci abitua a ciò che ci aspettiamo da una giornata qualsiasi ha luogo quello che noi comuni mortali chiamiamo quotidianeità.
Ma che sarà mai questa parola stranissima che non riesco neanche a scrivere ne tanto meno a pronunciare?
La quotidianeità è ciò che viene a crearsi quando noi tutti immaginiamo già ciò che deve succedere.
E' uno dei concetti più difficili della nostra era.
Basta un minimo, una semplice cosa fuori posto e tutto viene scombussolato.
Veramente un pochissimo, come un orario di un appuntamento cambiato, o un caffè più freddo di come lo volevi..
Ne basta uno , che ne tira un'altro, il quale ne tirerà un'altro ancora.
Questo ci porterà ad uno stato di rincoglionimento-acuto che ci farà sembrare il tutto ancora più strano di come già lo sia.
Alla fine la sensazione è uguale a quando stiamo male, prendiamo un medicinale e non fa effetto del tutto.
Il dolore viene come alleviato , ma c'è. Lo senti, è lì.
~ E le tempie continuano a pulsarti, forte.
Tutto è sempre più sfocato, ma alla fine della giornata.. Cazzo è piacevole.
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